Tracce di un evento cosmico di enorme intensità tra gli anelli degli alberi

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I raggi cosmici sono particelle energetiche provenienti dallo spazio esterno. Si tratta di particelle subatomiche super cariche provenienti soprattutto dall’esterno del nostro Sistema Solare, come ad esempio dalle supernovae. Le fonti infatti includono esplosioni stellari, buchi neri, ma non solo. A differenza dei protoni solari, che sono relativamente facili da fermare con materiali come l’alluminio o la plastica, i raggi cosmici non possono essere completamente fermati da qualsiasi schermatura oggi conosciuta. Fra il 774 e il 775 d.C. la terra fu investita da una quantità abnorme di raggi cosmici emessi da qualche misterioso evento astronomico di enorme intensità: le tracce sono state trovate da ricercatori giapponesi negli anelli della sezione di tronchi di alberi. Negli anelli corrispondenti agli anni 774 e 775 – spiega il prof. Fusa Miyake e i suoi colleghi dell’università di Nagoya, che hanno pubblicato i risultati sulla rivista Nature – si nota rispetto agli anelli adiacenti un tasso di carbonio 14 (isotopo del carbonio prodotto dai raggi cosmici quando attraversano in grande concentrazione l’atmosfera terrestre) superiore dell’1,2%. Una percentuale 20 volte superiore a quella riscontrabile in conseguenza di attività solare particolarmente intensa. I rilevamenti dell’equipe giapponese su due antichi cedri, spiega Nature, sono coerenti con quelli compiuti dagli scienziati statunitensi, che su alberi in Nord America ed Europa alcuni anni fa misurarono, con metodi meno precisi, un tasso di carbonio 14 superiore di circa il 7,2% nello spazio dei dieci anni fra il 775 e il 785 d.C. Cosa abbia prodotto l’irraggiamento, tuttavia, non è ancora noto, non essendo stato localizzato dagli astronomi. L’unica certezza è che una simile quantità di raggi cosmici non può essere stata prodotta dal Sole. “Solo due fenomeni conosciuti possono aver cambiato in questo modo l’intensità dei raggi cosmici in un solo anno: l’esplosione di una supernova (cioè l’esplosione catastrofica di una stella giunta al termine del suo ciclo vitale) o una tempesta di protoni” emessa da una massiccia eruzione sul Sole, stimano i ricercatori di Nagoya su Nature. Ma nessuno dei due fenomeni è stato registrato dalle cronache umane. “Allo stato delle nostre conoscenze, dunque, non siamo in grado di stabilire le cause del fenomeno“, conclude il prof. Mikaye.

Fonte: meteoweb

 

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